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    La scrittura è un modo per liberarsi dai disordini che si creano nella propria mente. Qual è il modo migliore per farli uscire se non sollecitarlo a creare dentro di sè una rivoluzione?
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NUMERO 27: FANTASMI

Fantasma è un'immagine creata dalla fantasia. Una visione poetica, legata all'intuizione artistica, ma anche una vera e propria allucinazione.

  • 1826-5367-10027
  • 2010
  • 40
  • La luna di traverso
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Il tema del nuovo numero de “La Luna Di Traverso” è Fantasmi e la sola parola basta a suscitare memorie dai differenti sapori. I Fantasmi vengono spesso citati con accezione negativa. Infestano l’immaginario umano a partire dall’infanzia. Sono dormienti nella parte di noi che si apre all’idea del soprannaturale, ma non sempre coincidono con “illusione”. Fantasma è sinonimo di simulacro ingannatore, certo, ma anche scia di qualcosa che abbiamo perduto a cui non vogliamo dire addio. Fantasma è qualcuno che non è più con noi, ma anche una parte di noi stessi, cambiata, perduta, un ricordo di come eravamo. Assenza e presenza al tempo stesso, ricerca introspettiva. Un’impressione, come quella lasciata nella pellicola fotografica. Un’idea, una speranza, un timore. Siamo noi stessi, talvolta, a sentirci spettri, quando non troviamo il nostro spazio, siamo soli e galleggiamo alla ricerca di una dimensione che ci sembri più reale. Sebbene parlare di Fantasmi ci faccia immaginare case spettrali e susciti in noi reminiscenze gotiche, i racconti di questo numero parlano prevalentemente di perdita: la donna che abbiamo amato e che non è più con noi, una parte di noi stessi persa per sempre, persone che hanno cambiato la nostra vita e che ci piacerebbe sapere immutate in un altrove non meglio definito. A dispetto della tradizione narrativa, ciò che abbiamo letto e selezionato ha dimostrato come anche l’idea di fantasma sia cambiata nel corso del tempo. Attraverso i secoli ha abbandonato lo stereotipo e ha assunto una valenza più personale, spesso intimistica, legata a emozioni ben lontane dalla paura. Racconti di memoria, dunque, come a voler dire che gli odierni fantasmi non spaventano, piuttosto somigliano a una compagnia e rispecchiano quella che al giorno d’oggi, forse, è l’unica, vera angoscia: la solitudine. Nelle illustrazioni e nelle fotografie che accompagnano le parole scopriamo dimensioni che scivolano tra il reale e l’irreale, recuperano paure bambine e le annullano con ironia e la poetica delle immagini. E voi, credete ai fantasmi? Cercateli qui, nel luogo a loro più caro: sulla carta, tra le pagine. Dopotutto possiamo negare che la letteratura sia la casa preferita dagli spiriti? Che siate grandi o piccoli, che abbiate fede oppure siate scettici, lasciatevi infestare e liberate i fantasmi.

Proprietà dell'articolo
creato:martedì 31 agosto 2010
modificato:martedì 31 agosto 2010