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  • NUMERO 26: SILENZIONUMERO 26: SILENZIO

    Il silenzio, se ben calibrato, è qualcosa che riesce a comunicare in modo più efficace di quanto possano fare mille parole
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  • NUMERO 22: TIMES NEW ROMAN NUMERO 22: TIMES NEW ROMAN

    Times New Roman, font che comparve per la prima volta sul quotidiano britannico “The Times” il 3 ottobre 1932: un vero caposaldo della stampa
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  • NUMERO 7: EQUIVOCINUMERO 7: EQUIVOCI

    Interpretazioni multiformi e sorprendenti
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  • NUMERO 6: VIZINUMERO 6: VIZI

    LALUNADITRAVERSO. Laboratorio di narrazioni
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NUMERO 7: EQUIVOCI

Interpretazioni multiformi e sorprendenti

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    È stato davvero uno spasso sondare, attraverso i racconti, l’idea di “equivoco” nell’immaginario di chi scrive.

    Ovviamente, un tema così vasto e – lo dice il termine stesso – ambiguo, ha portato ad interpretazioni multiformi e, in buona parte dei casi, sorprendenti. Con nostra soddisfazione, il filo comune si è rivelato essere un “equivoco” che porta al comico, all’ironico, al sorriso: proprio questo volevamo, proponendo equivoci.

    La costruzione è presto fatta: una situazione apparentemente “normale”, dai contorni ben definiti; comportamenti abitudinari e ben codificati; protagonisti che appaiono ad una prima lettura già visti, oltre che prevedibili.

    È in questa cornice di “normalità” che scatta il fraintendimento, il misunder-standing. L’equivoco può essere di luogo, persona, situazione, parola, azione, ecc... Non importa. Importa invece che il disegno, il castello mentale costruito dal lettore crolli inesorabilmente e venga sostituito da quella condizione di disorientamento e quella sensazione di essere stati menati per il naso, che portano inesorabilmente al riso.

    Tutto questo è reso possibile dalla relatività di ogni espressione umana: così come ogni arte liberale e – perché no? – anche scientifica, la scrittura è soggetta allo specchio deformante del contesto e dell’esperienza. Diventava a questo punto inevitabile elevare a nume tutelare per queste pagine Tito Maccio Plauto, padre di ogni equivoco.

    Abbiamo scelto, come incipit per ogni altro equivoco possibile, il celebre passo dell’Amphitruo in cui Mercurio rende visibile al pubblico l’inganno che suo padre Giove sta portando avanti, seducendo nei panni di altri l’ignara Alcmena, moglie del valoroso generale Anfi-trione. Nasce in questo frangente l’inganno di Sosia, forse non il primo, ma sicuramente il più fa-moso di tutti gli scambi di persona.

    Ci è piaciuta, insomma, l’idea che le prove dei nostri autori prendessero il via dall’esempio di questo illustre maestro. Anche in Equivoci, come già nel precedente Vizi, troverete alcune rubriche legate al nostro tema.

    L’intenzione era quella di gettare uno sguardo al mondo esterno, sempre sotto il filtro e il punto di vista dello scrivere, e tracciare in pochi tratti gli equivoci forse non più evidenti, ma di certo più e-silaranti di alcuni mondi paralleli a quello della letteratura.

    Vi invitiamo pertanto al piacere ambiguo, fuorviante e mai marcatamente delineato che soltanto un equivoco può dare ai lettori…

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    creato:giovedì 4 giugno 2009
    modificato:martedì 6 luglio 2010