Un pugno di storie, dodici racconti liberi, indipendenti gli uni dagli altri, un mosaico di tempi e luoghi, di persone e personaggi, la composizione di un quadro, un gioco di incastri, l’enigma della pagina, il mistero delle narrazioni.
È questo il gioco vertiginoso in cui le figure convocate si affrontano o fanno squadra per andare incontro ai loro destini, rendendoci partecipi del loro stesso stupore davanti a navigazioni metropolitane senza bussola o incroci inattesi, oppure, ancora, dinanzi a scontri improvvisi e tradimenti imprevisti.
Nulla e nessuno risparmia questi eroi normali, neppure gli affetti familiari o i compagni di vita e nemmeno gli amici di sempre oppure i compagni di strada temporanei: sul filo del dramma, essi si muovono col poco equilibrio di chi si adegua al ritmo e alle leggi del paradosso con esiti taglienti o comici. Risuona l’interrogativo più ricorrente nelle esistenze di tutti: che ne sarà di loro? Rivolgendoci la domanda schiacciante: cosa ne è stato, ne è e ne sarà di noi?