In questi racconti si compie un antico rito propiziatorio, il sacrificio del cuore, che protegge da ciò che minaccia la vita, nostra e altrui. Solo sapendo che il termine “coraggio” deriva da “cuore” autorizza a parteciparvi.
Bisogna metterci il cuore per abitare il tempo che intercorre tra un battito e l’altro, per sferrare attacchi frontali ai feroci assalti del caso e difendere la verità racchiusa nel proprio nome.
Occorre avere polso per far sì che il palpito vitale vinca i colpi micidiali delle armi, per sussurrare preghiere affinché il grido del dolore non ci paralizzi impedendoci di fuggire dal pericolo di essere annientati.
Il battito, invischiato nella materia densa degli eventi biografici, può rallentare fino a spegnersi in un ultimo anelito di speranza o accelerare spasmodicamente, per riassestarsi a volte sul ritmo salvifico del perdono e della salvezza.
Diverse sono le frequenze del cuore che animano queste pagine, dove le onde tracciate dal coraggio di conoscere e sconfiggere la paura rilevano e rivelano la forza di ciò che è giusto e vero. E, tra sistole e diastole, va in scena la sacralità imperfetta della vita.