Gianfranco Maretti Tregiardini qui veste i panni del poeta mago e giocoliere che ama sorprendere i bambini: fa scricchiolare delle maniglie, lavora con i mestoli e con i coperchi, fa danzare gli ombrelli e le tazzine da caffè. La cifra allora di questa poesia è lo stupore non solo di chi dirige il gioco ma anche degli spettatori, grandi e piccoli, che partecipano alla lettura trasformata, in questo caso, in evento.
Una lezione importante per tutti coloro che hanno dimenticato la forza e la capacità non solo di sognare ma anche di guardare e di ascoltare ciò che ci circonda. La poesia – primo grande strumento di conoscenza – è un meraviglioso gioco in grado di trattenere e veicolare i respiri, i colori e i suoni della vita.
E questo i nostri bambini ce lo insegnano ogni giorno. Quindi… lasciateli divertire!