In una confessione corale, a tratti liturgica, le voci racchiuse in queste pagine sono quelle di uomini e donne che raccontano di fragilità che diventano riscatto, di sacrificio di sé come affermazione più alta della dignità umana e di nobili ideali.
La possibilità di scegliere se e come essere finalmente liberi risiede in una minuscola particella di tempo e di spazio, ai confini del giorno. Qui, nel passaggio dalla luce al buio e dal buio alla luce, lo smarrimento si fa rinascita; varcando la soglia, la piena consapevolezza della propria unicità diventa emancipazione. Oltre il muro si può ancora sognare.
Tra elegia dolente e manifesto programmatico, sinestesie euforiche e vortici onirici, in questo volume va in scena l’epifania laica di coloro che abitano da troppo tempo l’assenza di qualcosa o di qualcuno.
Ai confini del giorno a volte accadono miracoli. Senza fare troppo rumore.