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LA CANTATRICE CALVA - LE POESIE GIOVANILI

Alcuni scritti del famoso poeta romeno

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Di Eugen Jonescu; traduzione, note e cura di Davide Astori, con un contributo di Michai Sora

MARY: Chi è il vero Donald? Chi è la vera Elisabeth? Chi ha interesse a che si produca tale imbroglio? Ecco ciò che non dobbiamo cercare di scoprire; è meglio lasciar perdere le cose intricate (Fa qualche passo verso la porta, ritorna e si rivolge al pubblico): Ho scordato di presentarmi: Sherlock Holmes (Esce.)

Tratto da La cantatrice calva, Scena II.

Nato nel 1912 da padre romeno e madre francese, Eugen Ionescu visse fino al 1940 a Bucarest, dove si addottorò in lingua e cultura francese. Trasferitosi poi a Parigi, dove aveva trascorso parte dell’infanzia, l’elezione, nel 1971, a membro dell’Académie Française lo confermò nella fama di intellettuale di calibro internazionale. Considerato, insieme a Samuel Beckett, fra i fondatori del teatro dell’assurdo, autore di una vasta produzione in lingua francese, morì nel marzo del 1994, dopo aver ricevuto riconoscimenti dalle istituzioni culturali di tutta Europa, e aver preso spesso coraggiose posizioni nelle campagne pubbliche per i diritti civili. La sua componente romena, meno studiata e poco conosciuta in Italia, viene tratteggiata nell’introduzione all’antecedente della famosa “anticommedia” La cantatrice chauve del 1950, qui presentata nell’originale romeno insieme alle sue poesie giovanili.

“Dunque le sue buffonaggini, come quelle di un qualunque autentico clown, nascondevano sempre ciò che aveva loro dato vita; un osservatore messo sull’avviso avrebbe potuto, anche allora, portare alla luce, dal debordare informe di un gesticolare che disorienta, la condizione tragica di un cercatore, in equilibrio incerto e febbrile, di un filo di Senso, perduto senza lasciare traccia nella tessitura (umana, eccessivamente umana!) del Mondo.”

Michai Sora

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creato:giovedì 4 giugno 2009
modificato:giovedì 13 settembre 2012