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Raboni Giovanni

Giovanni Raboni è nato a Milano nel 1932 da genitori milanesi, secondo di due figli. Conseguita nel '50 la maturità classica, si iscrive a giurisprudenza. Nel '53 vince un concorso per una raccolta di poesie inedite; nella giuria ci sono, fra gli altri, Ungaretti e Betocchi. Diventa amico di Betocchi, al quale deve molto. Si laurea e va a lavorare nell'ufficio legale di un'industria. Conosce e frequenta Enzo Paci e Vittorio Sereni; diventa collaboratore e segretario di redazione della rivista "Aut Aut". Partecipa alla fondazione e ai lavori della rivista "Questo e altro"; entra nel comitato di redazione di "Paragone", sulle cui pagine scrive con regolarità di poesia (raccoglie gran parte di questi articoli nel '76, in un volume intitolato Poesia degli anni Sessanta). Nel '61 pubblica la prima plaquette di versi, Il catalogo è questo; nel '66 la prima raccolta organica, Le case della Vetra. Nel '68 lascia definitivamente l'industria e l'attività di legale. Dal '70 al '73 scrive di cinema sul quotidiano “Avvenire” e lavora per i programmi culturali della RAI. Diventa consulente, poi dirigente, poi di nuovo consulente dell'editore Garzanti. Traduce (per Mondadori) Baudelaire. Lascia la Garzanti e diventa consulente della Mondadori. Nel '75 pubblica Cadenza d'inganno. E' critico letterario di "Tuttolibri". Dalla fine degli anni Settanta all'83 lavora per Guanda, dirigendo le collane di poesia e la nuova serie dell'"Illustrazione italiana". Traduce il Bestiario di Apollinaire. Comincia a tradurre per i "Meridiani" di Mondadori la Recherche di Proust (finora sono usciti - nell'83, '86 e '89 - tre dei quattro volumi previsti). Nell'80 pubblica La fossa di Cherubino (prose), nell'82 Nel grave sogno. Lasciato "Tuttolibri", collabora regolarmente al "Messaggero" e all'"Europeo". Nell'84 traduce per Luca Ronconi la Fedra di Racine. Scrive il capitolo sui "Poeti del secondo Novecento" per la ristampa aggiornata della Storia della letteratura italiana di Cecchi e Sapegno. Nell'87 pubblica (da Einaudi) una nuova edizione, molto riveduta, della traduzione di Baudelaire. Dalla fine dell'87 è critico teatrale del "Corriere della sera". Nell'88 pubblica da Mondadori A tanto caro sangue, raccolta di poesie già edite (ma parzialmente riscritte) e inedite, che gli piace considerare il suo ultimo e il suo unico libro. Nel '90 pubblica tuttavia da Einaudi un libretto intitolato Versi guerrieri e amorosi, di cui parla (privatamente, ma non soltanto per scherzo) come del primo dei suoi libri postumi.
Curatore di
  • FAUSTO MELOTTI. I VIAGGI

    Un volume che raccoglie le poesie inedite di Fausto Melotti e il relativo testo critico di Giovanni Raboni

    • 978-88-8871-008-6
    • 2007
Proprietà dell'articolo
creato:mercoledì 25 novembre 2009
modificato:giovedì 16 febbraio 2017