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Melotti Fausto

Fausto Melotti è nato a Rovereto nel 1901. La sua formazione ha inizio a Firenze. Il biennio trascorso in un'altra città toscana come Pisa, permette al giovane Melotti di assimilare lo spirito delle notevoli opere architettoniche, delle sculture romaniche e gotiche (Nicola e Giovanni Pisano), contemporaneamente ai corredi preziosi del Medioevo (capitelli e rilievi, mosaici e smalti, tessuti e avori). Tutto un mondo iconografico e stilistico che affiorerà qua e là nelle sue ceramiche smaltate e nei suoi teatrini. Partito da una figurazione novecentesca come l'amico Lucio Fontana (entrambi allievi del Wildt), eseguì dapprima disegni (1932-33) e poi sculture richiamandosi ai principi dell'astrattismo di cui fu uno dei più autorevoli esponenti; il rigore astratto, basato su una ricerca di rapporti armonici alla quale non erano certo estranee la passione e la conoscenza della musica, non venne però mai a mortificare in senso purista l'acuta tensione lirica. La sua era una scultura fatta di elementi lineari e geometrizzanti dai quali era esclusa, come da lui esplicitamente dichiarato, ogni "modellazione" in favore di una assoluta purezza formale. Si dedicò intensamente anche alla ceramica, raggiungendo esili di raffinatissima qualità e realizzò, già a partire dal 1931, la serie dei Teatrini in terracotta colorata e polimaterici. Ma è dal '70 che pur senza contraddire ai suoi principi di occupazione armonica dello spazio dell' astrattismo, che liberò una autentica e inconfondibile vena poetica con delle fragili e aeree costruzioni fatte di sottili fili di rame, di trasparenti retine metalliche, di mobili straccetti di garza e dai significanti titoli. La vastissima produzione di Melotti è stata sempre animata da una doppia, ma non contraddittoria tensione: da un lato verso la forma allusiva, simbolica, dall'altro verso l'invenzione ritmica e strutturale. Le sue creazioni sono di incantevole grazia dove la scultura, se di questa ancora può trattarsi, o non piuttosto, l'"antiscultura", diviene gioco calcolatissimo di parvenze e di spazi, sorridente e talvolta lievemente ironico; ma "un gioco - come afferma Melotti - che quando riesce è poesia".
Autore di
  • FAUSTO MELOTTI. I VIAGGI

    Un volume che raccoglie le poesie inedite di Fausto Melotti e il relativo testo critico di Giovanni Raboni

    • 978-88-8871-008-6
    • 2007
Proprietà dell'articolo
creato:mercoledì 25 novembre 2009
modificato:giovedì 16 febbraio 2017