Matilde Serao, nata a Patrasso, in Grecia, il 7 marzo 1856, inizia giovanissima la carriera di giornalista, prima al “Corriere del mattino” di Napoli, poi a Roma, collaborando a “Nuova Antologia”. Fondò due giornali (“Il Mattino” nel 1892 con il marito Eduardo Scarfoglio e, nel 1903, “Il Giorno”, che dirige fino alla morte). La città partenopea è protagonista del suo romanzo-inchiesta Il ventre di Napoli, scritto nel 1884. Benedetto Croce le riconosceva una “fantasia mirabilmente limpida e viva”; Attilio Momigliano la definì “la più grande pittrice di folle che abbia dato il nostro verismo”; Carducci la giudicò “la più forte prosatrice d’Italia”. Paul Bourget scrisse la prefazione alla traduzione francese de Il paese di Cuccagna. Su “La revue blanche” pubblica accanto a Proust e Apollinaire. Il suo idealismo sociale e le sue polemiche contro il fascismo impedirono la sua candidatura al premio Nobel, assegnato poi a Grazia Deledda. Muore a Napoli il 25 luglio 1927 al tavolo di lavoro, mentre scriveva.