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PIAZZA GHIAIA

I volti e la storia

  • Esaurito
  • € 14,00
Nel corso del Novecento, alcuni luoghi a Parma hanno cambiato volto, repentinamente, eppure conservano ancora oggi parte della nostra storia e della nostra identità. Insieme a piazza Garibaldi, strada Cavour, strada Farini e piazzale Della Pace, piazza Ghiaia, col suo mercato, è uno di questi.

Quello che una volta era il greto del torrente Parma è poi diventato, nei secoli, luogo di contrattazione e di esecuzioni capitali, macello delle carni e covo di rivoluzionari mazziniani. Qui, alla fine degli anni Venti, c’era la redazione della “Gazzetta di Parma” e il giovane Cesare Zavattini raccontava la vita, le atmosfere e i personaggi che abitavano e frequentavano la piazza.

Piazza Ghiaia è un teatro della vita quotidiana, un crogiuolo di un’umanità vera, fatta di storie “fiabesche”, di tante famiglie che si sono tramandate di padre in figlio un’attività commerciale, messa in piedi tra mille sacrifici. Qualcuno ricorda ancora, negli anni del Dopoguerra, gli ambulanti che la sera, dopo la chiusura, portavano il loro banco dove oggi si trova il mercato coperto. Diverse ristrutturazioni, anche recenti, hanno cambiato la piazza senza oscurarne il fascino e l'identità.

Quello che abbiamo voluto realizzare non è un libro nostalgico, ma un libro della memoria, fatto di storie, racconti, voci e immagini rare: pagine che hanno qualcosa da dirci sul nostro passato e sulla nostre radici. Non abbiamo voluto seguire un ordine cronologico nella sequenza delle fotografie, che date direttamente dalle famiglie degli ambulanti e dalla mostra, curata da Roberto Spocci nel 2000, La Ghiaia: luoghi e personaggi sul filo della memoria, ma raccontare la gente e la vita, perché il tempo, quando si stratifica nella memoria, trova altri fili e ragioni, ben diverse da quelle della suddivisione temporale del calendario. Noi vogliamo sottolineare ciò che rimane nel tempo.

Abbiamo raccolto e riordinato le immagini seguendo questi fili, preziosi e nascosti, che lasciano sempre una traccia. È un invito a non dimenticare chi siamo stati e, soprattutto, chi siamo noi parmigiani. Per questo abbiamo costruito un libro che non pensa solo alle origini, ma si interroga sull’oggi e continuerà a farlo anche in futuro. La Ghiaia non è solo una piazza: è un luogo della nostra vita e del nostro cuore, come certe pietre o certi angoli di strada che segnano un amore, un incontro, oppure un bacio. La cartina della città disegna, per ognuno di noi, una personale geografia dei sentimenti che va ricostruita, pezzo per pezzo, come il volto di una persona amata. Pertanto questo libro vuole essere un dono alla città affinché disegni un pezzo della geografia del cuore di ognuno di noi, un luogo della nostra invidualità e personalità. (dall’introduzione di Guido Conti)

Proprietà dell'articolo
creato:giovedì 4 giugno 2009
modificato:venerdì 19 febbraio 2010