“Bersagliera e galop ne gran ballo flik e flok ridotta per flauto con accompagnamento di chitarra dedicato all’amico Orazio Viani esimio dilettante di flauto dal m° G. Verdi”
“Bersagliera e galop ne gran ballo flik e flok ridotta per flauto con accompagnamento di chitarra dedicato all’amico Orazio Viani esimio dilettante di flauto dal m° G. Verdi” Così recita il frontespizio di un manoscritto rinvenuto presso la Biblioteca Civica di Crema, sufficientemente leggibile , dal musicologo e chitarrista Massimo Agostinelli. (1) Che la letteratura chitarristica italiana del XIX secolo riservi molte sorprese è risaputo, anche perché il sottosuolo musicale pullulava di oscuri dilettanti che praticavano una onesta “hausmusik” tutta italica, fatta di riduzioni di famosi e meno famosi motivi operistici, ed anche senza la spinta editoriale impressa sul mercato dai “colossi” (casa Ricordi e Lucca) tutta una miriade di piccoli editori locali, sfruttavano commercialmente quel vasto fenomeno di costume che era l’esecuzione di musiche strumentali fuori dall’ambito teatrale, in accademie private, salotti musicali. Per questa congerie di dilettanti si configurò un nuovo operatore musicale: il “riduttore”. Egli forniva brani di media e facile difficoltà per favorire l’alibi concertistico dei dilettanti di turno. Strumenti d’elezione della pratica della “hausmusik” italiana furono (oltre al pianoforte) il flauto, ma anche tutti gli strumenti orchestrali in svariati organici misti di archi e fiati con o senza pianoforte (terzetti, quartetti, quintetti) e celebri furono le riduzioni di intere opere in vari numeri strumentali, spesso di buona fattura compositiva . Nella pratica “domestica “ed amatoriale il flauto ebbe un ruolo privilegiato con oltre un centinaio di parafrasi tratte dalle opere di Rossini, una settantina dalle opere di Donizetti, altrettante da Bellini, e ben 230 parafrasi verdiane! Più ridotto era il repertorio per flauto e chitarra , stimolato più che altro dai chitarristi che avevano modo così di figurare nel duetto cameristico (il costume del “recital” per chitarra sola non si era ancora diffuso e stabilizzato nella prima metà del XIX secolo in Italia). I virtuosi compositori che composero per il duo flauto e chitarra sono nomi ben noti (Ferdinando Carulli, Mauro Giuliani, Francesco Molino, Antonio Nava, Luigi Legnani, Giacomo Monzino, Filippo Gragnani, Vincenzo Colla, Luigi Picchianti) . Se questi autori sono stati studiati e recentemente le loro opere sono state ripubblicate e incise su CD , resta ancora da esplorare una zona defilata di repertori del duetto flauto e chitarra .(2) Il manoscritto verdiano potrebbe rientrare in questa tipologia di composizioni obliate. Se Orazio Viani “esimio dilettante di flauto ed amico” fosse stato un emulo del più celebre dei dilettanti di flauto , Antonio Barezzi? Nessuno potrà certo rispondere con certezza alla domanda, ma nessuno potrà negare che queste musiche semplici, ingenue, hanno fatto la felicità di generazioni di melomani, e contribuito a mantenere vivo l’interesse verso i repertori strumentali in Italia abbondantemente surclassati dal melodramma che catalizzava la maggioranza degli interessi e delle risorse economiche musicali della penisola, relegando gli strumentisti ad una vita “carsica” o persino ad un’emigrazione obbligatoria verso centri europei più ricettivi (Parigi, Londra, Vienna). La dedica di un duetto flauto e chitarra al dilettante di flauto non fu poi una novità nel repertorio italiano dell’epoca: Giuseppe Antonio Carulli, editore musicale milanese dei primi anni del secolo pubblicò “Sei arie d’opera tratte da Mercadante, Pavesi, Rossini” trascritte per flauto e chitarra da Pietro Bottesini e sul frontespizio, proprio come nel caso del brano verdiano, il pezzo fu dedicato a “Ferrante Terni, dilettante di flauto”, quasi una tipologia sociologica dunque e non una sporadica casualità. (3) Ciò è un’ulteriore testimonianza della moda e del gusto strumentale italiano e del successo dei duetti “domestici” . Presentazione di Maurizio Bignardelli.
NOTE
(1) Massimo Agostinelli, Catalogo analitico delle musiche manoscritte per chitarra nelle biblioteche italiane 1800- 1870, Ancona, Edizioni musicali Ottocento, s.d.
(2) GIACOMO MONZINO ANTOLOGIA MUSICALE-PRIMA RECORDS PR0100- (2000) ANTONIO NAVA, GIACOMO MONZINO, LUIGI PICCHIANTI – VINCENZO COLLA WORKS FOR FLUTE AND GUITAR – CLASSIC STUDIO CS 200101. (2001) Maurizio Bignardelli Flauto – Massimo Agostinelli Chitarra.
(3) PIETRO BOTTESINI, 6 ARIE D’OPERA per flauto e chitarra a cura di Mario Martino, Bologna, UT ORPHEUS , 1998.